Monte Moro

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Monte Moro - 07021 - Arzachena

Le magnifiche coste della Gallura nord orientale possono essere ammirate in toto, con una visione panoramica che si spinge fino al Sud della Corsica, oltre le Bocche di Bonifacio, e a Sud verso lo splendido promontorio di Capo Figari e l’Isola di Tavolara, da un’altura granitica che raggiunge i 422 metri sul livello del mare, denominata Monte Moro. La ripida e sinuosa strada che si inerpica per le sue falde, a partire dal bivio segnalato sul lato sinistra della strada Provinciale che da Arzachena conduce a Porto Cervo, offre al visitatore ampi e affascinanti scorci sul paesaggio a Rias delle nostre coste, ma anche sull’entroterra tormentato da graniti dalle forme inusuali. Diverse stradine sterrate conducono nel cuore di questo magnifico angolo alle spalle della Costa Smeralda, alcune delle quali percorribili a piedi e in bici. I Monti di San Pantaleo, dall’aspetto dolomitico, si stagliano a Sud-ovest, e proseguono idealmente con le alture di Monte Pino, a nord di Olbia, e le cime del Monte Limbara, ad ovest, dal quale in inverno soffia il freddo ponente, chiamato ‘limbaresu’ nel dialetto gallurese. Tre sono le cime che incoronano il monte Moro: Punta la Turritta, Punta di Monti Longu. La guglia più alta da invece il nome alla località, ed ospita una sorta di torretta di guardia installata dai tempi della seconda Guerra mondiale (insieme ad alcune caserme della stessa epoca, ormai semidistrutte) e poi usata, nel recente passato, come punto di avvistamento nelle campagne antincendi. Purtroppo ferite ancor più recenti stanno pregiudicando il prezioso habitat di quest’ultima cima, alte antenne e ripetitori si insinuano nella macchia mediterranea che da tempi immemorabili conserva e protegge preziosi endemismi floro-faunistici. Tra questi, alcuni rari licheni, di recente scoperta nell’area, che trovano il loro habitat d’elezione proprio tra le rocce e i rami di lentischi e filliree intorno alla torretta. La macchia mediterranea che caratterizza con la sua impenetrabilità il Monte Moro, costituita in prevalenza (oltre alle specie suddette) da lecci (Quercus ilex), olivastri (olea oleaster) corbezzoli (Arbutus unedo), false ginestre (Calicotome villosa), eriche (Erica scoparia ed E. arborea), mirti (Mirtus communis), e cisti di specie diverse (Cistus monspeliensis, C.Incanus, Heliantemum halimifolium). Diverse specie di suffrutici fioriscono tra alberi e cespugli nei mesi primaverili, quali elicrisi (Helichrysum italicum) lavande stecadi, (Lavandula stoechas), e diversi tipi di teucri, dai profumi intensi. Anche l’endemico giglio di monte (Pancratium illirycum), si rinviene spesso tra le rocce e gli arbusti. Molteplici le specie di orchidee spontanee, quali Anacamptis papilionacea, Limodorum abortivum, Ophrys tethrendinifera, O. morisii ed altre. La fauna locale risulta particolarmente ricca di endemismi. Tra le specie di rettili si annovera la rara lucertola del Bedriaga (archaeolacerta bedriagae), l’algiroide di Fitzinger (Algiroydes fitzingerii), e le tre testuggini terrestri (Testudo hermannii, T. marginata e T.graeca), oltre all’innocuo biacco maggiore (Hierophis viridflavus),e in alcune sorgenti e ruscelli la biscia d’acqua (Natrix maura).Tra gli scincidi, il gongilo ocellato (Gongilus ocellatus ‘tiligugu’). Tra gli anfibi, le raganelle sarde (Hyla sarda) il disco glosso sardo (Discoglossus sardous), il rospo smeraldino (Bufo viridis) si incontrano spesso nei torrentelli che solcano le pendici del Monte Moro. Tra le specie di uccelli, degne di nota oltre al falco pellegrino, la poiana, lo sparviere sardo-corso, il gheppio, il barbagianni, la pernice sarda, vari silvidi e passeriformi di macchia. Tra mammiferi presenti nell’area sono facili da avvistare il cinghiale, la volpe, la martora, la donnola, il riccio europeo.
 
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