Monti Zoppu

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07021 - Arzachena

Situato a sud dell’insenatura di Porto Cervo, il promontorio di Monti Zoppu costituisce una testa di ponte verso gli isolotti chiamati ‘Li Nibani’ che distano qualche centinaio di metri dalla costa. Tali lembi di terra tormentati da curiose emergenze granitiche e metamorfiche, costituiscono un rifugio e un luogo di nidificazione d’eccezione per una piccola colonia dei rari gabbiani corsi e marangoni dal ciuffo, oltre che degli onnipresenti gabbiani reali. Delimita a nord il Promontorio la splendida spiaggia del Pevero, dalle sabbie candide e con straordinarie trasparenze nelle acque antistanti, che l’hanno resa famosa tra le spiagge smeraldine. Incastonata tra i graniti che danno sul rosa-rosso, presenta alle sue spalle un interessante complesso dunale ricco di endemismi e floristici e faunistici e piante rare. Tra queste ultime val la pena di citare la cosiddetta barba di Giove, un cespuglio dalle infiorescenze gialle e dalle delicate foglie pelose ed argentate, che sino a qualche anno fa veniva segnalato solo nell’Isola di Lavezzi, in Corsica, e nel nord Sardegna sul promontorio di Capo Caccia. La sua presenza nella spiaggia suddetta potrebbe essere spiegata con l’apporto accidentale dei suoi semi tramite gli uccelli marini. Tra i ginepri fenici e i ginepri coccoloni, diverse altre essenze della macchia mediterranea, come lentischi, corbezzoli e filliree, calicotome, oltre a qualche esemplare isolato di tamerice, che orna la vicina laguna salmastra. Le delicate silene corsica, dai fiori bianchi silene sericea, oltre al Polygonum maritimum, Calystegia soldanella e Pancratium maritimum, impreziosiscono i lembi di sabbia che recentemente sono stati fatti oggetto di protezione attraverso una staccionata di legno. Il continuo calpestìo le stava infatti irrimediabilmente distruggendo. Proprio dal lembo di spiaggia più meridionale si diparte un sentiero sterrato che si inoltra tra la macchia mediterranea e che arriva fino al Monti Zoppu. Raggiungere la sua cima del Monte è arduo, a causa della selva intricata che le spine della calicotome, della ginestra di Corsica e di altri arbusti tipici della macchia oppongono all’incauto visitatore che in estate decide di tentare l’impresa munito di ciabattine da spiaggia e pantaloncini corti. Percorrere Il sentiero è estremamente piacevole soprattutto nei mesi primaverili, quando la macchia si ricopre di colori che abbracciano tutte le tonalità del giallo, con le ginestre, al bianco e il rosa di cisto marino e cisto rosso, oltre a riservare gradite sorprese come l’attraversamento fortuito di Testudo marginata, Gongilus ocellatus tiligugu, Podarcis tiliguerta, Coluber viridiflavus, reca le tracce della presenza di mammiferi quali la martora, la donnola, il riccio europeo, la volpe, il cinghiale, il topo quercino, e offre ovunque straordinari scorci sulle calette, la prima delle quali appare come un miraggio dopo una faticosa salita, in tutta la sua magnificenza di ginepri, graniti e acque dal colore smeraldo. Il lato a sud del promontorio si affaccia sulle cale prospicienti Punta Romazzino, e sulle Isolette di Mortorio e Soffi, con la grande sagoma di Capo Figari e dell’Isola di Tavolara che si intravvede all’orizzonte.
 
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