Gli Anni Settanta

Alla fase iniziale dello sviluppo urbanistico della Costa Smeralda localizzato nell'area di Porto Cervo doveva seguire, per il Comitato architettura, un completamento di insediamenti e infrastrutture in altre direzioni del comprensorio. Come si è detto, il Comune non disponeva di alcuno strumento di pianificazione e, in una prima fase, fu proprio il Consorzio ad offrire i propri progettisti per redigere un Programma di fabbricazione, alla cui approvazione si giungerà nel 1972. Quel decennio, ma anche gli altri due che seguirono, fu monopolizzato da un'espressione, diventata celebre: "Master Plan". Con essa si intendeva il grande programma di espansione concepito in sequenze successive per riempire ogni angolo della Costa Smeralda di ville, residence, campi da golf e porti turistici. Un piano che, in diverse stesure, avrebbe dovuto dare un'identità definitiva al comprensorio ultimandone la trasformazione. Proprio sulla pianificazione del territorio nacquero le prime contrapposizioni tra Comune di Arzachena e Consorzio, divisi sulla quantità e sulla dislocazione degli interventi e sull'opportunità di stravolgere in maniera così radicale gli equilibri naturali dell'area. Contrasti che, per anni, alimentarono il mai realizzato progetto dell'autonomia municipale di Porto Cervo rispetto al Comune di Arzachena, iniziativa promossa da chi riteneva la prudenza degli amministratori comunali e regionali un ostacolo allo sviluppo. Le mancate risposte alle nuove proposte di investimento provocarono anche manifestazioni di piazza da parte di lavoratori e comunità locale: protesta ispirate dal Consorzio, i cui dirigenti ricorrevano ad ogni forma di pressione pur di vedere approvati i progetti di espansione, agitando lo spettro della smobilitazione e del ritorno alla povertà se questi permessi non fossero arrivati. In questo scenario di incertezze, sempre più frequentemente si iniziò a parlare dell'addio alla Sardegna di un Aga Khan sfiduciato dalle difficoltà nei rapporti con gli interlocutori pubblici. Gli anni settanta furono comunque caratterizzati dalla creazione di nuove infrastrutture concepite per incrementare il potenziale turistico della Costa Smeralda e, di conseguenza, per favorire l'indotto economico di tutto il territorio circostante. Tra queste, decisiva fu la realizzazione dell'aeroporto Olbia-Costa Smeralda, inaugurato il 10 luglio 1974 grazie a generosi contributi pubblici. Un'opera, l'aeroporto, che da quel momento avrebbe reso più facilmente raggiungibile il comprensorio. Contestualmente la base operativa di Alisarda venne trasferita da Venafiorita al nuovo scalo e la compagnia ebbe in dotazione due moderni Dc 9, che andarono a sostituire i Fokker in servizio sino a quella data. Alisarda spiccava il volo verso un futuro che l'avrebbe resa uno dei vettori di riferimento dell'intero panorama nazionale. Il 1 luglio del 1976 rappresenta una data decisiva nel percorso verso la definitiva affermazione della Costa Smeralda quale destinazione turistica d'eccellenza. Quel giorno venne infatti inaugurato il porto turistico della Marina nuova, un approdo da seicento posti barca considerato tuttora tra i più attrezzati e confortevoli del Mediterraneo. Attorno ai nuovi moli nacque un centro residenziale e commerciale che, ancora oggi, lega il suo nome alle attività sportive, in particolare alla nautica da diporto e alle grandi manifestazioni veliche promosse dallo stesso Yacht club Costa Smeralda, la cui sede venne trasferita proprio nel nuovo complesso. Dal 1977 la Marina Nuova fu arricchita anche con un cantiere nautico che consentiva interventi di manutenzione e rimessaggio su imbarcazioni di grosse dimensioni, un servizio indispensabile per un porto turistico all'avanguardia. Nello stesso anno entrò in vigore il cosiddetto Decreto Soddu, una legge che prese il nome dall'allora presidente della Regione e che venne approvata per imporre nuovi vincoli al dilagare del cemento lungo i litorali della Sardegna. Un passaggio normativo, quest'ultimo, che avrà un suo peso nei sempre più tumultuosi rapporti tra Consorzio Costa Smeralda, Regione Sardegna e Comune di Arzachena. In quegli anni sempre più intensi si fecero gli sforzi per estendere la stagione turistica, creando momenti di attrazione e interesse che rendessero fruibile la Costa Smeralda anche oltre lo stretto ambito dei mesi estivi. Dal 1977 Porto Cervo divenne luogo di partenza e arrivo del Rally Costa Smeralda, evento sportivo di grande prestigio e dall'alto valore simbolico: la capitale della vacanze, attraverso suggestivi percorsi tra gli sterrati del nord Sardegna, si univa all'entroterra nell'ambito di una stessa manifestazione. In fondo era il coronamento del progetto integrato pensato dai padri del Consorzio, che vedeva la Costa Smeralda quale centro di irradiazione di benessere verso tutto il resto dell'Isola. Nello stesso 1977, la Costa Smeralda fu la location scelta dal set di "La Spia che mi amava", uno degli episodi della serie cinematografica ispirata al personaggio di James Bond. La spiaggia di Capriccioli, la suite del Cala di Volpe e la strada panoramica per Olbia furono teatro dei funambolismi della famosa spia al servizio di Sua Maestà, interpretata in quegli anni da Roger Moore. (32)



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